Più volte abbiamo parlato di Wolfram Alpha, il
“motore computazionale della conoscenza”, che “decodifica ed elabora”, intrecciando i dati a sua disposizione (base di conoscenza), esibendo definizioni o eseguendo calcoli e confronti a seconda dei casi, invece di cercare nel web e restituire una lista di collegamenti ipertestuali. (Wikipedia)
E’ ora possibile creare il proprio widget, la propria piccola applicazione che sfrutta il potente motore, senza alcuna conoscenza di programmazione. Questo grazie al Wolfram Alpha Widget Builder.
Ci ho giocato un po’ e l’ho trovato fantastico. L’editor guida passo passo attraverso le molteplici opzioni. Si parte con una query. Nel mio esempio, semplice, volevo creare un widget che trova la data di nascita di un personaggio famoso. Ho scritto quindi “date of birth Maradona”. Verificato il risultato, nel passaggio successivo si sceglie quali elementi della query sono variabili. In tal caso ho evidenziato “Maradona”, senza toccare il resto. Si potrebbero aggiungere elementi con un drag & drop ( caselle di testo, checkbox ecc.).
Successivamente si sceglie cosa visualizzare come output. Nel mio caso, ho scelto di visualizzare solo la data di nascita nel formato gg/mm/aaaa. Ultimo passo è quello della scelta del tipo di output (Lightbox, Popup, iFrame) e dimensioni del widget.
Salvato il lavoro, potremo decidere di pubblicarlo (qui il link al mio widget di prova, Date of birth) ed ovviamente ad ogni widget è associato il codice embedded per utilizzarlo sul proprio sito.
Le potenzialità dello strumento sono notevoli, soprattutto se si pensa al campo della matematica. Non esitate a segnalarci i vostri widget.
Via | Readwriteweb.com
martedì 27 luglio 2010
Wolfram Alpha Widget Builder: crea il tuo motore computazionale di conoscenza
sabato 24 luglio 2010
martedì 20 luglio 2010
L'importanza di un buon Avatar: perchè non dovresti nasconderti dietro al logo
Un logo è sostanzialmente una bandiera: rappresenta graficamente valori, ideali e filosofie. Spesso, però, una bandiera non riesce a fare da sola tutto il lavoro. Per ispirare fiducia e veicolare al meglio il suo messaggio, ha bisogno di un leader, e il leader per la tua azienda sei proprio tu.
Quindi, metti da parte la timidezza, perché supportare quello che fai mettendoci la faccia ti aiuterà a conquistare la fiducia dei tuoi clienti, rendendo il tuo marchio più credibile.
Per sperare di vincere devi metterti in gioco
Conosciamo perfettamente come, oltre oceano, Amministratori Delegati riescano ad ispirare fiducia nei consumatori presentando in prima persona i loro nuovi prodotti. Tuttavia, potrebbe sorgere il dubbio se le stesse dinamiche possano essere applicate anche nel bel paese. Trattandosi di un fattore psicologico, che travalica le differenze culturali e linguistiche, la risposta non può che essere positiva. Basta ripensare brevemente alla pubblicità che ogni giorno giunge nelle nostre case: spesso ci capita di vedere CEO, in situazioni più o meno improbabili, intenti a sponsorizzare i loro prodotti.
Il vero pioniere in quest'arte è stato Giovanni Rana, che ha saputo entrare nel mercato con un prodotto di qualità superiore a un prezzo competitivo, ma, cosa altrettanto importante, ha saputo persuadere gli italiani offrendosi come garante della qualità dei prodotti. Sarebbe potuto ricorrere a testimonial famosi, ma non avrebbero avuto lo stesso impatto: i consumatori sanno che sono mercenari capaci di promuovere indifferentemente un servizio telefonico o un rimedio contro la stitichezza dietro adeguato compenso. Pubblicizzando in prima persona i suoi tortellini, invece, ha inviato il messaggio che crede nella bontà del suo lavoro ed è disposto a mettere in gioco se stesso.
Non mi dilungherò oltre nel raccontarti questo case history di successo, perché sconfinerebbe dagli intenti di questo post, ma se desiderassi approfondire l'argomento ti consiglio la lettura di "Pasta, amore e fantasia", scritto dal Prorettore dell’Università IULM, Emanuele Invernizzi.
Il duro compito di un Avatar
Finora abbiamo valutato i benefici dal punto di vista generico del marketing, ma come applicare tutto questo alla tua presenza sul Web?
La chiave di tutto è il tuo Avatar. Impiegare al meglio quella piccola immaginetta è il "segreto" per trasmettere in modo più efficace il tuo messaggio e dare un volto credibile alla tua azienda. Il principio di base però non cambia, devi usare una tua foto. Che si tratti del post sul blog aziendale, di un commento su un altro blog o del profilo sui socialnetwork, è fondamentale che tu ci metta il tuo volto.
Tuttavia, impiegare Avatar differenti non farà altro che disperdere le forze, generare confusione e frammentare la percezione della tua identità sul web. Al contrario, usando sempre lo stesso, indipendentemente dal servizio, sarai in grado di crearti un’identità: tutti gli sforzi e gli interventi, che compirai su diversi fronti, contribuiranno a definire la tua immagine e con essa a veicolare il messaggio del tuo marchio.
5 semplici consigli per migliorare il tuo Avatar
Come nel caso di Giovanni Rana, avere un volto rassicurante e capace di inviare il giusto messaggio è fondamentale.
Che ci piaccia ammetterlo o no, la prima impressione è quella che conta. Tuttavia, non è necessario essere stati fortunati alla lotteria genetica e aver vinto la faccia giusta per il ruolo. È sufficiente adottare alcuni piccoli accorgimenti affinché il tuo Avatar invii il messaggio desiderato e faccia un buona impressione.
Ricerca un risultato professionale: hai mai visto la differenza tra le foto ufficiali e quelle scattate di nascosto ai vip? L'inquadratura giusta, la corretta messa a fuoco e la luce appropriata fanno la differenza. Una buona immagine è capace di rendere interessante qualunque volto e donargli la giusta profondità.
Comunica un messaggio: non stai facendo una foto segnaletica, puoi anche non stare perfettamente frontale con gli occhi sbarrati. Cerca invece di essere espressivo, invia un messaggio (possibilmente positivo) o cerca almeno di apparire entusiasta e rassicurante.
L'abito fa il monaco: l'abbigliamento non serve solo per coprirsi, invia anche numerose informazioni sulla nostra personalità, posizione sociale, stile di vita e umore. Cerca di indossare qualcosa in linea con lo spirito del tuo brand, un completo ingessato non è il più indicato se rappresenti un marchio giovane e sportivo. Evita anche di coprirti il volto con gli occhiali da sole, sicuramente danno un tocco da divo, ma coprire una parte importante come gli occhi ti rendono sfuggente e quindi poco credibile.
Uno sfondo semplice: non è necessario avere uno sfondo bianco, mica è la foto per la patente, tuttavia è meglio evitare dettagli troppo caotici sullo sfondo. La soluzione migliore è uno sfondo neutro o monocromatico (attento alle valenze psicologiche del colore), al più puoi tenere il logo della tua azienda alle spalle.
Scatta una foto mirata: in poche parole non usare una foto scattata all'addio al celibato di tuo fratello, sicuramente avrai un’espressione gaudente, ma forse sei un po' troppo disinibito. Al posto di cercare tra le foto che già hai una che si possa adattare allo scopo, fanne una pensata appositamente allo scopo.
Non solo Avatar
L'Avatar svolge sicuramente il ruolo del protagonista, ma non esiste solo lui.
Hai mai pensato di realizzare un video tutorial? Non solo puoi spiegare come funziona il tuo prodotto in modo meno noioso e più efficace, ma nel farlo mostri anche te stesso, la tua competenza e la tua convinzione nel tuo lavoro.
In questo caso non si tratta più di una prima impressione, la volontà di visionare il video richiede già un certo interesse, ma è un ottimo metodo per rafforzare il legame. Non c'è nessuno più autorevole del creatore di un prodotto per dimostrare entusiasticamente come funziona. In questo modo, il lavoro iniziato dall'Avarat sarà portato avanti dal video, dove i consumatori potranno vederti e sentirti, aumentando così la percezione di aver a che fare con persone concrete e non con un’imperscrutabile azienda priva d'anima.
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Ho pubblicato un nuovo articolo sul Blog di Kgo! Attendo i vostri commenti ....
sabato 17 luglio 2010
Cercare immagini impostando solo il colore Multicolor
Esiste un sito web Multicolor che ci aiuta a trovare immagini selezionando solo il colore predominande, tutte le immagini sono sotto licenza Creative Commons trovandole nel grande archivio Flickr che conta oltre 10 Milioni di immagini.
E sufficiente selezionare dalle palette il colore predominande della immagine che cerchiamo, e un particolare software (Multicolr Search Lab progetto di Idée Inc creatori anche del famigerato TinEye) ci troverà tutte le immagini elebarate.
Particolare di questro software è il fatto che sia possibile selezionare anche due colori cosi da affinare la ricerca ed essere maggiormente precisi.
Buona Ricerca!!
Ottimo sistema per cercare immagini con uno sfondo con colore predominante!
venerdì 16 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Tophost: 10 euro l’anno tutto incluso, compresi insulti.
Sei qui: Home » Di tutto un pò » Tophost: 10 euro l’anno tutto incluso, compresi insulti.
Tophost: 10 euro l’anno tutto incluso, compresi insulti.
By M0rF3uS – July 9, 2010Posted in: Di tutto un pò, LinuxDa un paio di giorni sta succedendo un bel casino in giro per la rete, probabilmente molti di voi già ne sono a conoscenza…
Tophost, uno degli hoster coi prezzi più bassi (e non a caso) del web, sta facendo una magra figura a causa dei suoi atteggiamenti, nello specifico ne parlano Nicola, Evilsocket (anch’egli vittima del servizio di tophost), ed ovviamente colui che ne sta subendo i danni in questi giorni: Lorenzo.Cosa succede?
Lorenzo decide di fare alcune operazioni sul suo blog, tra cui l’aggiornamento della piattaforma a WordPress 3.0, ma l’infrastruttura di tophost non riesce a reggere l’allocazione di 32 MegaByte di memoria durante l’esecuzione dell’upgrade, e quindi si è trovato con l’aggiornamento piantato a metà ed il blog down per alcuni giorni, tentando di aprire ticket di supporto ottenendo risposte non utili alla risoluzione del suo problema.
Decide di aprirne un altro quindi ed è qui che ha inizio la storia, vi incollo una parte del suo articolo che illustra questo secondo ticket:
Così ne ho riaperto un altro:
Salve!
Ho già aperto un ticket, ma il vostro supporto me lo ha chiuso con un’altra risposta!
Vi chiedo di risolvermi il seguente errore spuntato installando wordpress 3:
Fatal error: Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted (tried to allocate 52458 bytes) in /home/mhd-01/www.koalalorenzo.com/htdocs/wp-includes/class-simplepie.php on line 14371
Eh, ho già provato con:
if ( !defined('WP_MEMORY_LIMIT') ) define('WP_MEMORY_LIMIT', '48M');ma a quanto pare non ho ottenuto alcun risultato positivo. Come posso risolvere?
Risposta:
Gentile Lorenzo, comprendiamo, visto che si definisce un “Giovane, Sviluppatore, Appassionato d’informatica e delle nuove tecnologie”, ma apprezziamo il suo sarcasmo.
E’ assurdo che uno script PHP richieda più di 32MB di RAM per poter funzionare. Consigliamo di verificare cosa richiede questa quantità esagerata di RAM per poter funzionare e lo disabiliti. Purtroppo sui nostri servizi non è possibile modificare le impostazioni del php.ini.
Adesso, un azienda seria, sebbene una risposta cosi sarcastica non l’avrebbe mai data, si sarebbe in ogni caso limitata a questo e fine della discussione, se non fosse che sull’account twitter di tophost compare…
seguito poco dopo da:
Capite bene che siamo ai limiti dell’assurdo! Un azienda non solo non fornisce supporto al proprio cliente (lorenzo ha risolto soltanto eliminando il suo blog e ripartendo da un vecchio backup) ma si permette anche di sfotterlo pubblicamente, arrivando persino ad un vero e proprio insulto come da secondo screen shot.
Evidentemente tophost di “top” non ha proprio nulla, anzi….sembra più un accozzaglia di cafoni bimbominchia che si sono improvvisati hoster, è interessante infatti la loro tesi secondo la quale, al giorno d’oggi, un applicazione php che richiede più di 32 mega di memoria “è uno sfruttamento inutile di risorse“, peccato che quei poveretti non sanno che l’installazione liscia del php su un server lamp linux, configura il php.ini con un massimo di 128Megabyte come spazio che lo script php può allocare temporaneamente in memoria. Ma va beh non si può pretendere molto da tipi come loro come abbiamo visto.
In sostanza, se avete anche solo una mezza idea di affidarvi a loro per il vostro spazio web, vi consiglio caldamente di leggervi prima la discussione sfociata nei commenti dell’articolo originale, è molto lunga ma essendoci anche gli interventi diretti della stessa tophost capirete con chi avrete a che fare, e troverete link ad altri fatti accaduti a diversi utenti.
Tra l’altro, essendo Lorenzo un amico mi sono inserito anch’io nella discussione quando ho visto scritte delle grosse stronzate da parte di tophost, e non hanno perso occasione di insultare anche me definendomi un “ragazzino brufoloso che dovrebbe curarsi l’acne invece che lavarsi la bocca con termini di cui non conoscono nemmeno il pieno significato.“, e sono quasi sicuro che il bimbominchia di turno che ha scritto quel messaggio si sia dimenticato di concludere con “puffunghè ed adesso glielo dico pure alla mamma“.
Vi invito a spargere la notizia sui vostri blog, twitter, friendfeed, facebook, qualsiasicosa, linkando all’articolo originale di Lorenzo, grazie.
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M0rF3uS al secolo Alex è un ggiovine 25enne appassionato di informatica e linux. Lavora come Network and System Administrator e nel tempo libero gioca un pò con la sua fotocamera (Canon EOS 1000D) riuscendo a volte, per sbaglio, a fare qualche scatto decente. Completano il corredo, degli hobbies "vorrei ma non posso" ossia l'astronomia e l'astronautica....si è uno di quelli che da grande vorrebbe fare l'astronauta (povero coglione vero?).
Certa gente a stare zitta non farebbe meglio????
Questo vi fa capire come non va fatto un servizio di assistenza!!!
Personalmente penso che i clienti vadano sempre trattati con i guanti anche quando si mostrano loro maleducati!
venerdì 9 luglio 2010
Video divertenti: Linux Java vs Microsoft .NET(official trailer)
Beccatevi 'sto video divertentissimo e ben realizzato :-)
















Un logo è sostanzialmente una bandiera: rappresenta graficamente valori, ideali e filosofie. Spesso, però, una bandiera non riesce a fare da sola tutto il lavoro. Per ispirare fiducia e veicolare al meglio il suo messaggio, ha bisogno di un leader, e il leader per la tua azienda sei proprio tu.







